Franco Casavola

Casavola

Franco Casavola nasce a Modugno (Bari) nel 1981. Nel 1922 aderisce al Movimento Futurista, cominciando a comporre molta musica sotto l’influsso dei manifesti futuristi di Filippo Tommaso Marinetti e di quelli specificatamente musicali di Francesco Balilla Pratella e Luigi Russolo. Nel 1924 pubblica alcuni manifesti teorici sulla musica e sui rapporti con la scena teatrale e la visualità. Nello stesso anno, per le Edizioni Futuriste di Poesia, pubblica anche un curiosissimo volume dal titolo “Avviamento alla pazzia” con la prefazione di Marinetti. Nel clima di autarchia musicale instaurata dal regime fascista, totalmente avverso alle culture straniere, prende coraggiosamente posizione in difesa del jazz, non solo in scritti teorici, ma anche nel suo linguaggio compositivo. Il 2 giugno 1922 realizza con Vinicio Paladini e Ivo Pannaggi, un “Ballo Meccanico Futurista con due danzatori, un costume meccanico e un fantoccio umano” presso la Casa D’Arte Bragaglia. La particolarità dell’evento consisteva nella realizzazione di una polifonia di suoni di motociclette. Nel 1927 decide che il Futurismo non corrisponde più alle linee della sua ricerca, improntata su un raffinatissimo gusto timbrico e dettata da un animo molto più lirico, e lascia il Movimento. In seguito al suo ritiro dal Futurismo, dichiarò di aver distrutto tutta la musica scritta in quel periodo, ma per fortuna non fu così. Nel 1929 vince il premio del Governatorato di Roma con la breve opera “Il Gobbo del Califfo”, eseguita al Teatro dell’Opera di Roma. La produzione per il teatro ha momenti molto importanti anche con il balletto “Hop Frog”, “Il castello nel bosco”, “L’alba di Don Giovanni” e “Il mercante di cuori”, sogno mimico di Enrico Prampolini eseguito a Parigi per il Teatro della Pantomima nel 1927. Nella composizione di liriche per canto e pianoforte troviamo pagine futuriste come “La canzone di Uriele”, il cui testo è costituito interamente da fonemi asmatici, “Campari”, uno dei primi jngles pubblicitari della storia, “Fox Trot Zoologico” di sapore cabarettistico. “Tankas”, “Quatrain” e le altre liriche scritte negli anni Venti, presentano una grande raffinatezza timbrica, che ben si collegherà successivamente al clima estetizzante che si unisce ai testi poetici di Gabriele D’Annunzio. Fine orchestratore, dopo la fine degli anni Trenta, si dedica alla realizzazione di colonne sonore per il Cinema. Nel panorama di compositori di quel periodo, Casavola rappresenta una figura di spicco, che ha saputo coniugare felicemente impulsi di modernità a stilemi compositivi di solido impianto, l’autore che ha composto le opere forse più significative di un futurismo, la cui ansia di modernità era immersa in un clima culturale idealistico e tardo romantico.

DANZA-DELLE-SCIMMIE