Costellazione Terza

per pianoforte con secondo pianoforte in risonanza ed elaborazione digitale

2010

Come una loop di ambient music

Programmazione ed elaborazione elettronica Simone Conforti

costellazione 3b

Costellazione Terza si avvale di un sistema live electronics mediante il quale i suoni staccati eseguiti al pianoforte vengono elaborati soprattutto in un riverbero virtuale, al quale sono aggiunti suoni armonici consonanti randomizzati nella loro configurazione.

Con discrezione questa composizione interviene nello spazio della esposizione, intrecciando assonanze in una dimensione tra occhio ed orecchio, ambientando una dimensione metafisica per entrambi i sensi.

D.L.

Giugno 2010

 

live electronics
Con la stessa diversificazione che caratterizza i due nuclei principali dell’opera, riconducibili ad una visione nel particolare per le Costellazioni, ed una visione macroscopica per i due Emisferi, anche l’approccio perseguito alla realizzazione dell’apparato elettronico si e’ sviluppato secondo due concetti, vicini per il senso ma differenti per il risultato.
La logica che muove la creazione degli algoritmi di processamento del segnale, parte dall’idea della trasformazione e caratterizzazione della risonanza, parametro acustico, che riveste nella natura del pianoforte, un aspetto preponderante. Ecco quindi, che s’intuisce come ad un macro livello, la logica dell’elettronica, persegua, come avviene anche nella composizione, la ricerca di una forte coesione sintattica, lasciando spazio, al contempo, per un diverso approccio sopra la stessa tematica.
In tutti i brani, l’analisi del centroide spettrale riveste il punto di riferimento, affinché gli automatismi di reazione da parte della macchina, siano pilotati dalla chiara rispondenza al moto timbrico della composizione. Tale analisi determina, infatti, l’individuazione di tre zone timbriche attraverso le quali è possibile direzionale il suono verso processamenti che ne sottolineino l’appartenenza.
Il primo caso è quello delle ventuno Costellazioni, per le quali si è proceduto alla creazione di un riverbero artificiale, che protraesse il suono del pianoforte, in corrispondenza delle relazioni dinamiche dello stesso, e che, mediante la colorazione artificiale, effettuata per mezzo di algoritmi di trasposizione per intervalli dati, fosse in grado di restituire la percezione di un legame alla tonalità come anche la suddivisione dello spettro in tre aree distinte.
Nel caso dei due Emisferi, l’approccio di partenza è il medesimo, ma l’elaborazione della risonanza si caratterizza in maniera molto differente. In questo caso infatti il riverberatore, non è più di natura artificiale, ma è costituito da un altro pianoforte con il pedale di risonanza sempre premuto, il quale va a proiettare in un apposito microfono, la risonanza di quello adiacente che viene suonato dall’esecutore.
Le risonanze ottenute sono state in seguito inviate ad un banco di filtri passabanda opportunamente tarati, la cui reazione viene ancora una volta determinata dalle indicazioni date dal rilevamento del centroide. In aggiunta a ciò è stato anche creato un algoritmo in grado di eliminare tutti i transitori d’attacco dalle risonanze, con l’obbiettivo di allontanare la riconoscibilità acustica dello strumento, e poterne gestire il parametro puramente acustico della risonanza nella sua essenza.
 Simone Conforti
durata 33′

(in preparazione)