Glitch

In memoriam Luciano Berio (2012)

Per un gruppo d’improvvisazione
pianoforte
contrabbasso
flauto e flauto basso
percussioni
clarinetto
contrabbasso e clarinetti modificati
tastiere & elettronica

 

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Glitch è una composizione in memoria di Luciano Berio e di una nostra conversazione sui sistemi di notazione musicale una sera di molti anni fa. Le sue acute considerazioni sul rapporto tra segno grafico e suono m’indussero a tentare una ibridazione tra una scrittura cifrata e una visiva, facendole convivere in un loro contrappunto interno. Il discorso si rifaceva all’efficacia funzionale messa in atto nelle sue Sequenze, a fronte del sistema da lui usato per una versione della Serenata per un satellite di Bruno Maderna, della quale aveva realizzato una scrittura che variava in modo oscillante i gradi di precisazione della notazione di partenza.
Le sei tavole che costituiscono la notazione di Glitch contengono frammenti sparsi scritti in notazione tradizionale, i quali incorniciano un pattern in notazione visiva nella zona circolare centrale. A turno i sei esecutori espongono ognuno il materiale della loro relativa pagina, per poi interagire con gli altri cinque senza preclusioni, individuando bene il loro intervento sonoro, partendo da frammenti fedelmente eseguiti per poi elaborarli, intrecciandoli con fantasia agli spunti visivi centrali.
L’esecutore quindi sceglie i rimbalzi tra le due notazioni, una con spunti prefissati, l’altra con immagini ideografiche che suggeriscono un risultato sonoro.
Inizia il pianoforte 2’
Poi il contrabbasso 2’
Poi il flauto* 2’
Poi le percussioni 2’
Poi il clarinetto* 2’
poi tastiere & elettronica* 2’

*alternando gli strumenti ad libitum

dopo i suoi due minuti ogni strumento continua con suoni molto isolati e spaziati. Dopo i primi dodici minuti di queste sei esposizioni solistiche gli esecutori improvvisano tutti insieme e si intrecciano in una modalità che va oltre il rapporto tra le due notazioni e la loro relazione estemporanea, elaborando liberamente gli spunti scritti.
La durata dell’esecuzione è variabile, ma non meno di 24 minuti, e gli esecutori quindi spaziando tra interazioni dialogate, masse sonore, silenzi di varia durata, procedimenti i più vari che realizzano il materiale prefissato nella scrittura.
D. L.

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Prima esecuzione assoluta per i 25 anni di attività del Museo d’arte contemporanea della Toscana